Visione

Crediamo che lo sviluppo transiti necessariamente dal progresso delle idee, dall’intelligenza e dalla volontà degli uomini perchè, richiamando la lezione di Carlo Cattaneo,Carlo_Cattaneo2.jpg

Non v’è lavoro, non v’è capitale,
che non cominci con un atto di intelligenza” e “Chiuso il circolo delle idee, resta chiuso anche il circolo delle ricchezze

Nello stesso tempo, siamo però consapevoli che, per un autentico sviluppo e cioè, per uno sviluppo integrale della persona umana, l’intelligenza e la capacità di innovare e di rischiare da sole non bastano. Occorre che l’innovazione e lo spirito imprenditoriale siano sostenuti ed incoraggiati da un sistema istituzionale capace, da un lato, di riconoscerne l’altissimo valore e, dall’altro, di creare le condizioni affinché tutti possano partecipare ai processi economico-sociali che discendono dall’innovazione e dalla tecnologia, ponendo al centro la persona e tutelandone la dignità e la libertà.

Nel 1936, in occasione della fondazione del People and Freedom, Luigi Sturzo scriveva:

“Popolo e libertà è il motto di Savonarola; popolo significa non solo la classe lavoratrice ma l’intera cittadinanza, perché tutti devono godere della libertà e partecipare al governo. luigi sturzoPopolo significa anche democrazia, ma la democrazia senza libertà significherebbe tirannia, proprio come la libertà senza democrazia diventerebbe libertà soltanto per alcune classi privilegiate, mai dell’intero popolo”

evidenziando così il profondo legame tra libertà e democrazia, istituzioni e cittadinanza, diritto ed economia.

 

Esistono infatti due tipologie di istituzioni: quelle “estrattive” e quelle “inclusive” (D. Acemoglu – J. Robinson). Le prime (“estrattive”) comportano una realtà sociale fondata sullo sfruttamento della popolazione e sulla creazione di monopoli, riducendo gli incentivi e la capacità di iniziativa economica della maggior parte della popolazione. Esse permettono così a determinati gruppi sociali e corporazioni, talvolta anche con il tacito o esplicito consenso del decisore pubblico, di appropriarsi del reddito e della ricchezza prodotta da altri. Le seconde (“inclusive”), invece, permettono, incoraggiano e favoriscono la partecipazione del maggior numero possibile di persone, al fine di canalizzare nel modo migliore i talenti e le abilità, permettendo a ciascuno di realizzare il proprio progetto di vita. Esse necessitano dello Stato, di uno Stato forte e imparziale, che garantisca il libero accesso a tutti alla competizione; di uno Stato regolatore e arbitro, ma mai giocatore o, peggio, colluso con qualche giocatore.

È profondo il legame tra l’insegnamento di Carlo Cattaneo e di Luigi Sturzo. Ai loro insegnamenti intendiamo ispirarci nella nostra azione in campo economico, sociale e culturale.

Se si accetta infatti la concentrazione del potere nelle mani di pochi, per di più garantita da meccanismi istituzionali estrattivi che negano la logica schumpeteriana della “distruzione creativa” come leva del ricambio in ambito politico, economico e culturale, l’assetto istituzionale risulterà tale da permettere lo sfruttamento di grandi ricchezze da parte dei pochi, chiudendo così il circolo delle idee e con esso quello delle ricchezze.

Crediamo al contrario che lo sviluppo debba essere inclusivo e che, a tal fine, siano necessarie istituzioni capaci di riconoscere la centralità della persona e di promuovere la partecipazione di tutti nelle dinamiche di sviluppo economico e sociale.